NAPOLI – “Non vi è stato scambio di embrioni”. E’ quanto sostiene l’Asl Napoli 1 Centro che con una lunga nota interviene in merito alle notizie di stampa sulla bambina nata all’ospedale San Paolo a seguito del percorso di Procreazione medicalmente assistita, che si asserisce essere biologicamente figlia di altra coppia. Nell’esposto, presentato a luglio dello scorso anno, l’ipotesi posta è quella che durante le procedure di fecondazione possa essere avvenuto uno scambio di embrioni.
La direzione aziendale, a seguito di segnalazione del direttore della Uoc di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale San Paolo, cui afferisce il centro di Procreazione medicalmente assistita, “oltre ad avviare attività amministrative interne, quali la segnalazione di evento avverso al referente regionale Pma/Crt/Cnt con conseguente segnalazione ministeriale, l’attivazione di audit clinico in sede contestuale, l’attivazione di gruppo ispettivo multidisciplinare interno”, rimarca di aver provveduto alla sospensione di tutte le attività di Pma e alla segnalazione alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Napoli a mezzo Comando carabinieri per la Tutela della Salute Nas, ritenendo l’Azienda parte lesa.
Della sospensione del centro si è provveduto nei mesi successivi a darne comunicazione alle coppie interessate, anche riscontrando ogni singola richiesta di informazione. La direzione aziendale, venuta a conoscenza di quanto accaduto, ha quindi avviato tutte le attività di riorganizzazione, censimento, gestione dei campioni e riattivazione del percorso autorizzativo, nonché le azioni volte al superamento delle criticità evidenziate dal gruppo ispettivo interno.Al riguardo, per operare con la massima trasparenza ed imparzialità, è stato istituito un comitato tecnico multidisciplinare di esperti esterni all’Asl per supportare e ottimizzare la pianificazione e la tipologia degli interventi da realizzare e per facilitare la gestione dei rapporti con le coppie.Di fatto ne è conseguita “una profonda ristrutturazione del centro dal punto di vista strutturale, tecnologico e organizzativo, con acquisizione di più moderne attrezzature per la criobanca e per il laboratorio di seminologia ed embriologia.Si è provveduto alla individuazione dei nuovi referenti clinico e biologico e alla pianificazione delle attività formative”.
Superate le criticità in origine segnalate, dalla prima settimana di agosto è ripresa l’attività ambulatorie di Pma con contatto delle coppie in attesa e/o da inserire in trattamento.Allo stato, si è in attesa, a seguito delle visite di controllo già effettuate, solo delle ultime certificazioni per procedere alla riattivazione del centro in tutte le sue la funzionalità.La nota poi continua: “D’altra parte, si puntualizza che, dal primo momento, l’Asl ha assicurato piena disponibilità alle autorità inquirenti, fornendo ogni elemento e informazione richiesta e tenendole costantemente aggiornate di ogni sviluppo.Resta ferma, pertanto, la piena fiducia nell’operato della Magistratura e nel definitivo accertamento dei fatti, nelle competenti sedi, nella consapevolezza di aver posto in essere ogni iniziativa necessaria al superamento delle criticità rilevate, alla piena tutela dell’interesse pubblico e degli assistiti e alla completa riattivazione della struttura Pma del presidio ospedaliero San Paolo”.
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