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Bruni: ripensare il paradigma dell’impresa, meno animale più albero

EconomiaBruni: ripensare il paradigma dell'impresa, meno animale più albero

L’economista della Lumsa apre i lavori del Giro d’Italia della Csr

Roma, 15 feb. (askanews) – Ripensare il modello capitalista riportando la “terra” nel ruolo primario e strutturale che aveva almeno fino alla fine dell’800 accanto a “lavoro” e “capitale”; e, in questo, ridefinire l’impresa non più con il paradigma di “animale” – il più delle volte anche “predatore” – ma con quello di “vegetale”, pianta o albero di certo più resiliente.E’ la proposta con la quale l’economista Luigino Bruni ha aperto alla Lumsa i lavori della prima tappa dell’edizione 2024 de “il Giro di Italia della Csr”. Una metafora, quella dell’impresa come espressione di natura vegetale contrapposta a quella animale, che sintetizza in realtà la proposta di costruzione di un modello di economia sociale che riaffermi la centralità dei beni comuni, a cominciare dall’ambiente.”Il capitalismo per tante cose possiamo dire che ha funzionato: la longevità, la tecnologia il benessere diffuso in termini materiali. Ma non ha funzionato per l’ambiente: dall’ambiente ha preso e non ha dato e alla fine ci siamo accorti che l’erba è finita, per usare una metafora diffusa, cioè che le mucche hanno finito l’erba – ha spiegato l’economista Luigino Bruni – Se vogliamo salvarci, allora, dobbiamo cambiare paradigma. Ci sono al riguardo diverse proposte. Quella a cui ho accennato oggi è quella di passare da un paradigma animale che pensa l’impresa con ‘cuore’, ‘cervello’, ‘un’ centro, il Cda, funzioni gerarchiche, con velocità di spostamento in base alle risorse da prendere, a un paradigma di tipo vegetale, cioè dove l’impresa si pensa più in rapporto col territorio, con radici da dove da prende e riceve, che respira con tutto il corpo, con meno gerarchia e più diffusione di potere, con management sussidiario che parte dalle foglie e vai poi verso il centro, e non viceversa, che prende dalla terra dove ha radici e quindi rallenta, si ferma. Abbiamo insomma corso troppo in questi 200 anni, e il pianeta non ha retto la nostra corsa folle”.Con l’incontro alla Lumsa riprende “il Giro di Italia della Csr” , tour che “Il Salone della Csr e dell’innovazione sociale” sviluppa nelle diverse regioni italiane con l’obiettivo di valorizzare le esperienze concrete di sostenibilità da parte di imprese e territori, in vista dell’appuntamento nazionale del Salone, in Bocconi, dal 9 all’11 ottobre 2024.Filo conduttore delle tappe, e titolo del Salone 2024, è “Sfidare le contraddizioni”. “Quest’anno abbiamo deciso di affrontare il tema delle contraddizioni; naturalmente, come sempre fa il Salone, in chiave positiva – ha detto Rossella Sobrero del Comitato Organizzatore del Salone della Csr – Quindi bisogna comprendere che le contraddizioni in questa fase così complessa di transizione esistono; e bisogna però trovare anche le soluzioni per superarle. Nel Giro di Italia che parte oggi da Roma si affronterà il particolare rapporto con gli stakeholder. Per confrontarci su come fanno le imprese, gli enti del Terzo settore, la Pubblica amministrazione a migliorare le a rafforzare la collaborazione con gli stakeholder e cercando anche con loro le soluzioni più idonee a superare anche quelle che possono essere comunque delle contraddizioni. Queste contraddizioni vanno discusse e il Salone vuole offrire nei vari territori una chiave di lettura dei diversi problemi e delle possibili soluzioni”.Dopo l’intervento di apertura di Francesco Bonini, Rettore dell’Università Lumsa, di Sabrina Florio, presidente Anima per il sociale nei valori d’impresa e di Rossella Sobrero, del Gruppo promotore Il Salone della CSR, la tappa romana del Giro si è articolata su tre tavole rotonde dedicate, rispettivamente, ad Ambiente, Sociale, e ai Consumatori, dove sono state messe a confronto esperienze di imprese e organizzazioni.Il focus su “Ambiente” è stato coordinato da Gennaro Iasevoli, prorettore alla Ricerca e all’internazionalizzazione dell’Università Lumsa, e ha visto la partecipazione di Benedetta Flammini, drettrice Marketing e Comunicazione di WWF Italia e Rossella Bozzini, External Relations & Sustainability Aeroporti di Roma.Il focus dedicato al “Sociale” ha visto invece la partecipazione di Simonetta Giordani, segretario generale di Civita, Mara Bucciarelli, head of Risk Management e Reporting Integrato Poste Italiane e Roberto Ziliani, presidente SLAMP.Il focus sul ruolo dei “Consumatori”, infine, è stato coordinato da Filippo Giordano, membro del Comitato scientifico de Il Salone della CSR e professore ordinario di Economia Aziendale dell’Università Lumsa, e ha visto la partecipazione di Biagio Oppi, direttore Comunicazione esterna Pfizer Italia, Federico Cavallo, head of Public Affairs & Communication di Altroconsumo e Francesco Garufi, chief commercial director MT Caffè Borbone.L’intervento di Giovanni Ferri, direttore del Master Management of Sustainable Development di Lumsa Master School, ha infine concluso la giornata di lavori.Anche per l’edizione 2024 il Giro d’Italia della CSR toccherà in tutto dieci città per offrire a esperti del territorio e organizzazioni la possibilità di confrontarsi e di approfondire tematiche, esperienze e proposte su sviluppo sostenibile e responsabilità sociale d’impresa.

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