L’interrogazione parlamentare presentata (primo firmatario Andrea De Bertoldi) riapre il dibattito dopo le decisioni della Cassazione
ROMA – Torna al centro del dibattito il tema dei limiti della responsabilità professionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. A riaccendere l’attenzione sulla questione è stata l’interrogazione parlamentare n. 5-05272 presentata lo scorso 14 aprile in Commissione Finanze della Camera, con primo firmatario Andrea De Bertoldi.
L’iniziativa parlamentare interviene in un momento particolarmente delicato, segnato dai recenti orientamenti della Corte di Cassazione e, in particolare, dall’ordinanza n. 5638/2026 della Suprema Corte.
Secondo quanto evidenziato da numerosi osservatori del settore, il provvedimento introdurrebbe un’interpretazione suscettibile di ampliare in maniera significativa la responsabilità del professionista, estendendola anche a ipotesi riconducibili alla sola trasmissione telematica della dichiarazione fiscale.
Una prospettiva che ha suscitato forte preoccupazione all’interno della categoria. A intervenire è stato Marco Cuchel, presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti (ANC), che ha sottolineato i rischi derivanti dal nuovo orientamento giurisprudenziale.
«Questo nuovo indirizzo interpretativo, se combinato con gli effetti dell’abrogazione dell’articolo 7 del decreto legge n. 269 del 2003, relativo alla riferibilità esclusiva della sanzione alla persona giuridica, non può che generare forte preoccupazione», ha dichiarato Cuchel.
Secondo il presidente ANC, senza un intervento normativo chiarificatore si rischia di attribuire ai professionisti una responsabilità eccessivamente ampia e non sempre coerente con il reale perimetro delle attività svolte.
«Un’impostazione di questo tipo, se non adeguatamente circoscritta, rischia di determinare un’indebita generalizzazione della responsabilità in capo ai professionisti», ha aggiunto.
L’Associazione Nazionale Commercialisti ha quindi espresso apprezzamento per l’iniziativa parlamentare, ringraziando i firmatari dell’interrogazione e in particolare l’onorevole De Bertoldi, per aver riportato il tema all’attenzione delle istituzioni.
Nel dibattito torna inoltre centrale la questione dell’assicurabilità delle sanzioni dirette a carico dei professionisti, tema da tempo oggetto di confronto e rivendicazione da parte della categoria.
«Auspichiamo che si possa riprendere anche questa annosa questione, inevitabilmente collegata al problema della responsabilità professionale», ha evidenziato Cuchel, ribadendo come ANC stia portando avanti una battaglia considerata essenziale per la tutela della professione.
Il tema si inserisce in un quadro più ampio di crescente complessità normativa e di aumento degli adempimenti a carico degli intermediari fiscali, chiamati sempre più spesso a operare in un contesto in cui il confine tra funzione tecnica e responsabilità diretta appare meno definito.
Per i commercialisti italiani, la richiesta resta chiara: certezza delle regole, equilibrio nella distribuzione delle responsabilità e strumenti adeguati di tutela professionale. Una sfida che ora passa anche dal Parlamento.

