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“Correggere le criticità del concordato preventivo biennale”

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ANC segnala le criticità del CPB: “Norme complesse e scarso coordinamento con il lavoro autonomo”

L’Associazione Nazionale Commercialisti interviene nel dibattito sulla riforma fiscale portando all’attenzione della Commissione Finanze della Camera dei Deputati (nella foto) una serie di osservazioni e proposte sullo schema di decreto legislativo relativo al testo unico delle disposizioni legislative in materia di imposte sui redditi (AG 398).

Il contributo elaborato dall’ANC, anche grazie al lavoro della Commissione Fiscale dell’associazione guidata da Giuseppe Avanzato, si concentra sulle principali criticità emerse nell’impianto normativo, con particolare attenzione sia all’imposta sul reddito delle persone fisiche sia alle disposizioni riguardanti imprese e professionisti.

L’analisi predisposta affronta, nella prima parte, il tema delle detrazioni IRPEF e della loro coerenza sistematica, mentre una seconda sezione approfondisce le problematiche relative al coordinamento tra le nuove disposizioni e le discipline settoriali già in vigore.

Nel documento trasmesso alla Commissione Finanze vengono evidenziati numerosi elementi critici, illustrando per ciascuno la norma interessata, gli effetti fiscali e le ricadute operative per contribuenti e professionisti.

Tra i punti maggiormente contestati dall’ANC figurano il mancato coordinamento tra la nuova disciplina del reddito di lavoro autonomo e il concordato preventivo biennale (CPB), la rigidità del sistema relativo alle variazioni del reddito concordato e l’assenza di raccordo tra CPB e strumenti agevolativi come l’iperammortamento.

L’associazione segnala inoltre l’esclusione dei lavoratori autonomi dall’iperammortamento, la scarsa adattabilità del concordato preventivo per studi associati, STP e aggregazioni professionali, oltre alle difficoltà interpretative generate dalla stratificazione normativa e dai continui correttivi introdotti nel tempo.

Ulteriori criticità riguardano l’asimmetria tra sostanza economica ed effetti del regime concordatario, gli impatti del CPB ai fini IRAP e la complessità delle rettifiche richieste dal sistema.

“ANC – spiega il presidente nazionale Marco Cuchel – ha voluto apportare un contributo costruttivo e soprattutto qualificato, formulando proposte emendative specifiche e tecnicamente fondate, che ci auguriamo possano essere considerate favorevolmente dalla Commissione”.

Secondo l’Associazione Nazionale Commercialisti, il percorso di revisione del testo unico rappresenta un passaggio strategico per garantire maggiore certezza normativa, semplificazione degli adempimenti e una disciplina più coerente con l’evoluzione dell’attività professionale e imprenditoriale.

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