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Crisi d’impresa e fisco, Leo (Mef): “Primi passi concreti su debiti e Iva”

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Sisto (Giustizia): “La prevenzione è centrale in tutte le riforme del governo”

De Lise (commercialisti): “Servono tempi certi e norme più efficaci”

Carbone (Agenzia Entrate): “Investimenti sulla formazione per la crisi d’impresa”

ISCHIA – “In materia fiscale il Governo ha già compiuto passi importanti, intervenendo, ad esempio, sul tema delle sopravvenienze attive nei casi di riduzione del debito.

Un altro nodo particolarmente delicato riguarda l’Iva applicata agli accordi di ristrutturazione. Sarà necessario valutare la disponibilità delle risorse economiche, ma nella legge delega abbiamo già inserito una norma che potrà rappresentare un riferimento concreto per i futuri interventi legislativi”.

Lo ha dichiarato Maurizio Leo, viceministro dell’Economia e delle Finanze, nel corso del Seminario di studi giuridici “L’armonizzazione delle norme UE in materia di insolvenza”, promosso dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli con il patrocinio del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, in svolgimento presso il Regina Isabella di Lacco Ameno a Ischia.

“La crisi d’impresa, la composizione negoziata, la riforma dell’articolo 2086 del Codice civile e il rinnovamento dei modelli 231, anche alla luce delle recenti novità sul lavoro ha sottolineato Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia -, dimostrano come la prevenzione sia diventata il principio guida dell’azione del Governo.

L’obiettivo è premiare chi opera nel rispetto delle regole e adotta comportamenti corretti e trasparenti. In questo percorso il ruolo dei professionisti è fondamentale: molto dipende dalla qualità delle asseverazioni, dall’applicazione concreta delle norme e dalla capacità di accompagnare imprese e cittadini verso una gestione più responsabile e sostenibile”.

L’impegno dell’Agenzia delle Entrate è stato sottolineato dal direttore Vincenzo Carbone: “Le novità normative che stiamo affrontando sono numerose e saranno approfondite anche nelle circolari che pubblicheremo a breve.

Lo scorso 1° giugno il Ministero della Giustizia ha emanato il decreto che recepisce in Italia la seconda direttiva Insolvency in materia di pre-pack, una riforma destinata a produrre effetti positivi e nuove opportunità nel sistema della crisi d’impresa.

Attraverso i nostri strumenti analizzeremo anche temi centrali come la ‘falcidiabilità dell’Iva’, il ruolo dell’attestatore, quello del certificatore e altri aspetti di particolare rilievo.

Un elemento che considero molto importante è inoltre l’investimento che l’Agenzia delle Entrate sta dedicando alla formazione del personale, soprattutto su materie sempre più complesse come la crisi d’impresa”.

Il dialogo proficuo tra commercialisti è governo è stato evidenziato da Elbano de Nuccio, numero uno dei commercialisti italiani: “Negli ultimi quattro anni il Consiglio Nazionale ha partecipato attivamente ai principali progetti di riforma promossi dal Governo.

Facciamo parte di un sistema che coinvolge magistrati, avvocati e professionisti con l’obiettivo comune di rafforzare la qualità del sistema economico nazionale, tutelare la continuità delle imprese sane che attraversano momenti di difficoltà e rendere il Paese sempre più attrattivo per gli investimenti. Il percorso intrapreso è quello giusto”.

I commercialisti sono parte attiva nella definizione delle principali novità come ribadisce Matteo De Lise, presidente dell’Odcec di Napoli: “Grande attenzione è rivolta alla bozza di circolare dell’Agenzia delle Entrate, destinata a definire in modo più preciso i rapporti tra amministrazione finanziaria e procedure di crisi d’impresa.

Il ruolo dell’Agenzia è determinante, soprattutto nelle transazioni fiscali, dove gli orientamenti applicativi incidono direttamente sui percorsi di risanamento delle aziende.

Come Ordine dei Commercialisti di Napoli abbiamo avanzato, attraverso il Consiglio Nazionale, alcune proposte finalizzate a garantire tempi certi e una disciplina più chiara degli strumenti previsti.

In un ambito così delicato, il confronto e la collaborazione tra professionisti e Agenzia delle Entrate rappresentano un elemento essenziale per assicurare maggiore efficacia alle procedure”.

Collaborazione è la parola d’ordine anche per Vincenzo Moretta, neovicepresidente del Cndcec: “Gli incontri di approfondimento rappresentano un’occasione preziosa per affrontare e risolvere i nodi che spesso rallentano o impediscono la gestione efficace della crisi d’impresa.

Molte aziende sono in difficoltà soprattutto a causa del peso dei debiti fiscali ed è proprio dal confronto tra politica e dottori commercialisti che possono nascere correttivi normativi e strumenti concreti capaci di favorire il risanamento e la continuità aziendale”.

Secondo Ciro Fiola, presidente della Camera di Commercio di Napoli: “Negli ultimi anni il tema della crisi d’impresa è diventato centrale nel dibattito economico e professionale, ma gli strumenti oggi disponibili devono essere ancora migliorati per renderli più efficaci. Salvaguardare le aziende significa proteggere anche i lavoratori e il tessuto produttivo del Paese.

Abbiamo stanziato importanti risorse finanziarie che, però, spesso non riusciamo a utilizzare pienamente. Per questo è fondamentale continuare il confronto con i commercialisti e con i professionisti del settore, così da costruire percorsi più concreti e sostenere realmente le imprese”.

Soddisfazione è stata espressa anche da Immacolata Vasaturo, vicepresidente Odcec Napoli: “Abbiamo accolto positivamente la nuova direttiva Insolvency, che introduce uno strumento molto importante come la cessione dell’azienda in crisi o di suoi rami, consentendo di preservarne il valore ed evitare liquidazioni frammentate che rischierebbero di disperdere patrimonio, know how e capacità produttiva.

I commercialisti, insieme alla magistratura, stanno investendo molto sulla formazione per garantire una corretta applicazione degli strumenti previsti dal nuovo Codice della crisi d’impresa, in particolare della composizione negoziata, che sta registrando una crescita significativa e un utilizzo sempre più diffuso”.

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