venerdì, 9 Ottobre , 26

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HomeNewsFedercardio lancia l’allarme: «Nuove tariffe penalizzano cardiologia e pazienti»

Federcardio lancia l’allarme: «Nuove tariffe penalizzano cardiologia e pazienti»

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Liste d’attesa e tariffe, Di Maggio: «La Campania coinvolga gli ambulatori accreditati»

«Occorre intervenire subito per tutelare i cittadini, ridurre le liste d’attesa e garantire la sostenibilità economica delle imprese sanitarie, anche in Campania». È l’allarme lanciato da Leonardo Di Maggio, presidente di Federcardio e vicepresidente di Confesercenti Salute, al termine della manifestazione nazionale promossa a Roma dall’Unione nazionale ambulatori e ospedalità privata insieme alle associazioni del comparto.
Al centro della protesta il nuovo nomenclatore tariffario della specialistica ambulatoriale e della protesica. Le organizzazioni contestano tariffe considerate insufficienti a coprire i costi effettivi delle prestazioni erogate dalle strutture private accreditate, chiamate a investire in personale qualificato, tecnologie, apparecchiature e sicurezza.
Tra i comparti maggiormente penalizzati, secondo Federcardio, figura quello della cardiologia. «È inaccettabile che una visita specialistica cardiologica di controllo, comprensiva di elettrocardiogramma, venga remunerata appena 5,85 euro – sottolinea Di Maggio –. In queste condizioni diventa estremamente difficile garantire qualità, continuità e sicurezza delle prestazioni».
Federcardio chiede, in particolare, l’eliminazione dal nomenclatore tariffario della prestazione 89.01.3, relativa alla “Visita cardiologica di controllo, incluso ECG (89.52)”, e la modifica della prestazione 89.7A.3, “Prima visita cardiologica, incluso ECG (89.52)”, attraverso la cancellazione della parola “Prima”.
Richieste che si inseriscono nella più ampia mobilitazione promossa dall’Uap contro il nuovo “Decreto Tariffe”. Nel corso dell’iniziativa nella Capitale, guidata dalla presidente Mariastella Giorlandino, i rappresentanti della sanità privata accreditata hanno denunciato le criticità del provvedimento, contestandone anche le modalità istruttorie.
Nonostante il via libera della Conferenza Stato-Regioni e l’entrata in vigore fissata per il 21 settembre, secondo le associazioni molte delle tariffe previste non rispecchiano i costi reali delle prestazioni. Il rischio è che numerose strutture non siano più nelle condizioni di garantire gli attuali livelli di assistenza, con il conseguente trasferimento di milioni di pazienti verso il sistema pubblico e un ulteriore allungamento delle liste d’attesa.
«Se pubblico e privato investono entrambi in personale, tecnologie e strutture, ma vengono programmati separatamente, sprechiamo capacità mentre il cittadino aspetta – ha evidenziato Giorlandino –. Questa non è difesa del privato: è buona amministrazione della sanità pubblica».
Dal presidente di Federcardio arriva anche un nuovo appello alla Regione Campania. L’associazione aveva già proposto una collaborazione finalizzata ad abbattere i tempi di attesa, senza tuttavia ricevere finora un riscontro.
«I cardiologi sono pronti a collaborare con la Regione per affrontare concretamente il problema – ribadisce Di Maggio –. I nostri ambulatori potrebbero assicurare prestazioni cardiologiche per le classi di priorità Urgente e Breve, contribuendo così a evitare il ricorso improprio ai Pronto soccorso».
Il modello proposto prevede che le visite siano prescritte dal medico di medicina generale e prenotate attraverso il Cup regionale, verificando le prime disponibilità presenti nelle strutture pubbliche e in quelle private accreditate. Una soluzione che, secondo Federcardio, consentirebbe di utilizzare in maniera più efficiente l’intera capacità assistenziale presente sul territorio.
«Serve una programmazione integrata – conclude Di Maggio – che consideri il privato accreditato una componente essenziale del servizio sanitario. Correggere le tariffe e valorizzare tutte le strutture disponibili significa difendere il diritto alla salute, assicurare risposte più rapide ai pazienti e salvaguardare migliaia di imprese e posti di lavoro».

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