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Gennaro Coppola (M5s): Valorizzare il nostro “capitale umano”

NewsGennaro Coppola (M5s): Valorizzare il nostro “capitale umano”

“Fermiamo la fuga dei cervelli: più fondi, meno burocrazia e cultura come impresa”

Giovani, innovazione, impresa e cultura: sono queste le quattro parole chiave del programma di Gennaro Coppola (nella foto), giornalista e produttore televisivo, candidato al Consiglio Regionale della Campania con il Movimento 5 Stelle, ha deciso di “scendere in campo” per offrire il suo contributo a favore dei giovani per frenare la fuga dei cervelli investendo sul ‘capitale umano’. Un progetto politico che mette al centro la semplificazione dell’accesso ai fondi pubblici, il sostegno alle imprese e la valorizzazione del patrimonio culturale come motore di sviluppo economico e sociale.

Si parla spesso di “capitale umano” come motore di sviluppo. Cosa significa per la Campania?
Significa smettere di considerare i nostri giovani come un problema e cominciare a considerarli come la più grande opportunità che abbiamo. Ogni anno la Campania perde migliaia di laureati e professionisti che vanno all’estero o nel Nord Italia in cerca di condizioni migliori.

Questa è una sconfitta per tutti. Dobbiamo investire su di loro, non solo in termini economici ma anche formativi, con incentivi alle imprese che assumono giovani, tirocini di qualità, programmi di rientro per i talenti e un piano di innovazione collegato alle università. La Regione deve diventare un ponte tra formazione e impresa, non un muro.

In che modo è possibile rendere più accessibile il Fondo di Garanzia?
Il Fondo di garanzia per i giovani è uno strumento prezioso, ma oggi è frenato da una burocrazia che lo rende, di fatto, inaccessibile a molti. Chi vuole aprire una start-up o avviare un’attività si trova davanti a un labirinto di procedure, tempi lunghissimi e richieste spesso sproporzionate.

La mia proposta è quella di creare un percorso semplificato, digitale e trasparente, che consenta ai ragazzi di presentare la domanda in pochi passaggi, con un’assistenza reale da parte delle istituzioni regionali. Serve una piattaforma unica che integri fondi europei, nazionali e regionali, riducendo i passaggi intermedi e accelerando i tempi di risposta.

Le imprese possono essere coinvolte in questo processo di rilancio?
Le imprese sono il cuore pulsante dell’economia regionale e vanno messe in condizione di crescere. Proponiamo un sistema di agevolazioni fiscali e contributive per chi investe in innovazione, ricerca e occupazione giovanile.

Ma serve anche un patto nuovo tra pubblico e privato: la Regione deve diventare un partner, non un ostacolo. Per frenare la fuga dei cervelli dobbiamo creare un ecosistema favorevole, che premi chi scommette sul talento locale. Dobbiamo semplificare l’accesso al credito, sostenere l’imprenditoria femminile e favorire la creazione di poli tecnologici nelle aree interne, dove oggi mancano opportunità ma non idee.

Come il patrimonio artistico e storico della Campania può diventare un motore di sviluppo?
La Campania è una delle regioni più ricche di storia, arte e bellezza al mondo. Da Pompei a Napoli, da Paestum a Caserta, fino ai borghi dell’Irpinia e del Cilento, abbiamo un patrimonio straordinario spesso sottoutilizzato. Investire nella cultura non significa solo restaurare monumenti, ma creare occupazione e sviluppo. Proponiamo di potenziare la rete dei siti culturali minori, digitalizzandoli e rendendoli fruibili anche attraverso percorsi immersivi, tour virtuali e piattaforme multilingue. La cultura deve essere collegata al turismo sostenibile e all’enogastronomia, con un marchio regionale che racconti al mondo l’identità campana.

E per quanto riguarda la digitalizzazione e la cybersecurity, temi oggi centrali anche per le PMI?
Sono sfide decisive. Non basta dire “innovazione”, bisogna creare infrastrutture e competenze. In Campania molte imprese non sono ancora digitalizzate, e questo le espone a rischi enormi. Serve un piano regionale per la sicurezza informatica, con incentivi a chi investe in protezione dei dati e formazione del personale. Ogni azienda, anche la più piccola, deve essere messa nelle condizioni di competere e difendersi in un mercato globale.

Si parla di trasparenza e partecipazione attiva alle politiche regionali…

La partecipazione non è uno slogan, ma un metodo. Vogliamo che le scelte della Regione siano condivise con cittadini, associazioni, imprese e professionisti. Penso a un “forum permanente di consultazione” che dialoghi con giunta e consiglio regionale, ma anche a bilanci partecipativi e strumenti digitali di consultazione. Solo così possiamo ricostruire la fiducia tra istituzioni e cittadini.

Roberto Fico e Gennaro Coppola

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