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domenica, Aprile 14, 2024

Il 23 febbraio la Giornata europea contro le molestie

CronacaIl 23 febbraio la Giornata europea contro le molestie

Intanto si protesta contro una direttiva europea

Roma, 21 feb. (askanews) – È il remake del “Colore Viola”, il celebre film di Spielberg che racconta di una donna picchiata e abusata e della solidarietà femminile.Giornate contro la violenza, giornata delle donne, il calendario sembra pieno di ricorrenze che purtroppo sottolineano quanto le donne siano ancora oggetto più che soggetto nel rapporto con molti uomini. Il 23 febbraio si celebra la Giornata Europea contro le molestie, e oltre che al Parlamento di Bruxelles se ne parlerà anche in convegno a Roma. Quale è il confine fra molestie e stupro? Cosa significa “consenso”? Risposta: dipende dalle leggi, anche in Europa.E la differenza è importante. Come diceva appena un mese fa la presidente della Corte di Cassazione Margherita Cassano, prima donna a ricoprire l’incarico: “I femminicidi costituiscono spesso il tragico epilogo di reati cosiddetti ‘spia’, espressivi di condotte violente (violenza privata, violazione di domicilio, lesioni, maltrattamenti in famiglia, stalking) che richiedono particolare attenzione, competenza, professionalità”. Ma proprio in Europa il tema rischia di essere sminuito, ha ammonito in un’audizione in Parlamento Linda Laura Sabbadini, presidente del gruppo W20 per le politiche per le donne nel G20: “Lanciamo un grosso appello perché a livello europeo purtroppo ci sono tutte le condizioni perché passi una direttiva contro la violenza sulle donne che non dovrebbe passare”.Dal testo, che dovrebbe tradurre in direttiva la convenzione di Istanbul, Il Consiglio europeo ha stralciato l’articolo che riguardava il reato di stupro e prevedeva un consenso esplicito al rapporto. Con il nuovo testo, lo stupro non sarebbe un reato europeo ma resterebbe demandato all’ordinamento di ogni Paese; in Svezia e Spagna la legge prevede il consenso esplicito, in Italia per esempio no. Sabbadini lancia un doppio appello, a tutte le parlamentari europee donne perché non accettino questo passo indietro, e a quelle italiane perché come in passato lavorino trasversalmente anche per riformare la legge nel nostro paese.

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