Le stime più recenti dei previsori indicano crescita simile al 2025
Il quadro economico per l’Italia “si distingue per l’alta presenza di rischi negativi, ma le valutazioni recenti da parte dei principali analisti italiani e internazionali suggeriscono che ci sarà un mantenimento di un tasso di crescita analogo a quello del 2025”. Questo è quanto riportato dall’ISTAT durante la presentazione del rapporto annuale 2026.
Le aspettative economiche per il 2026 “sono influenzate dall’intensificarsi delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che hanno portato a un notevole incremento dei costi energetici, superando i 120 dollari al barile per il Brent ad aprile, generando una ripresa delle pressioni inflative. Il sentimento dei consumatori ha subito un significativo deterioramento da marzo, mentre le imprese sembrano mostrare una maggiore capacità di affrontare le difficoltà, anche se anch’esse hanno segnalato un calo della fiducia ad aprile”.
Le stime più recenti riguardo il 2026 hanno notevolmente abbassato le previsioni sulla crescita del Pil in Italia. In particolare, la Banca d’Italia e il ministero dell’Economia e delle Finanze prevedono una crescita del Pil pari, rispettivamente, allo 0,5 per cento e allo 0,6 per cento, mentre il Fmi prevede un incremento dello 0,5 per cento.
Ciro Di Pietro

