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Leo: “Entro marzo pronta Delega fiscale. Semplificazione calendario adempimenti e revisione del sistema sanzionatorio tra le novità”

Così il Vice Ministro al Mef nel corso del forum nazionale dell’Associazione nazionale Commercialisti “2023: un’agenda possibile per professionisti e imprese”

“Entro il mese di marzo 2023 porterò il testo della legge delega sul Fisco in Consiglio dei Ministri. Un testo sul quale ci confronteremo preventivamente con l’amministrazione finanziaria, l’Agenzia delle Entrate, i professionisti e le forze politiche in modo da poter recepire i suggerimenti necessari a una riforma complessiva ed efficace. Sarà una legge delega che terrà ovviamente conto delle regole UE e di quelle generali e tra i punti fondamentali inseriremo una semplificazione del calendario degli adempimenti e del meccanismo dei versamenti oltre a una revisione del sistema sanzionatorio”. Lo ha dichiarato Maurizio Leo, Vice Ministro dell’Economia e Finanze nel corso del convegno “2023: un’agenda possibile per professionisti e imprese” promosso dall’Associazione nazionale Commercialisti, presieduta da Marco Cuchel.

“L’ultima vera riforma in questo settore risale agli anni ’70 dopo di che abbiamo subito un diluvio di norme e provvedimenti tampone. Ciò ha fatto del nostro sistema fiscale – ha aggiunto Leo – uno dei più complessi e insostenibili al mondo. Dobbiamo dunque procedere a una riforma che riequilibri il rapporto tra fisco e contribuente. In quest’ottica ci siamo già mossi approvando una tregua fiscale, che sfido chiunque a chiamare condono, per venire in soccorso a cittadini e imprese che non erano in grado di pagare in unica soluzione la massa di cartelle ricevute. Partendo dagli omessi versamenti abbiamo scelto di applicare sanzione più bassa e concedere 5 anni di dilazione. Abbiamo favorito i ravvedimenti operosi con un lasso temporale biennale così come per gli avvisi di accertamento e altre misure. L’obiettivo è rendere sostenibile il pagamento, risalendo tutta la filiera del rapporto fisco – contribuente”.

“Il professionista è la cinghia di trasmissione tra contribuente e Stato – ha concluso il Vice Ministro al Mef –  ma questo ruolo gli deve essere adeguatamente riconosciuto, a partire dal confronto preventivo sulle scelte che la politica dovrà operare”.

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