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HomeNewsNatali (Confprofessioni): “Il potere d’acquisto dei liberi professionisti è crollato”

Natali (Confprofessioni): “Il potere d’acquisto dei liberi professionisti è crollato”

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Sono i dati emersi dal report dell’Osservatorio delle Libere Professioni: “Servono misure urgenti e una visione strutturale”

 ROMA – «Il potere d’acquisto dei liberi professionisti si è ridotto in modo strutturale. Siamo di fronte a un problema non congiunturale, ma sistemico, che richiede misure urgenti».

A lanciare l’allarme è Marco Natali (nella foto), presidente nazionale di Confprofessioni, commentando i dati emersi dall’ultimo report dell’Osservatorio delle Libere Professioni.

Secondo Natali, «serve una strategia nazionale per la piena valorizzazione del lavoro autonomo professionale. Occorre ripensare le politiche fiscali e previdenziali, ma anche costruire un sistema di tutele più inclusivo per affrontare le crisi future». E aggiunge: «Il lavoro autonomo è parte integrante del tessuto produttivo e deve essere riconosciuto come tale anche dalle politiche pubbliche».

Il documento – curato da Ludovica Zichichi, Giulia Palma e Camilla Lombardi, su dati Istat, Adepp e Inps – offre un’analisi chiara: nel 2022, il reddito reale medio dei liberi professionisti iscritti alle Casse previdenziali private risulta ancora inferiore di 3.026 euro rispetto al 2008, pari a una perdita dell’8%. Un calo che si accompagna alla contrazione del 9,6% registrata dai redditi reali dei dipendenti privati nello stesso arco temporale.

L’indagine evidenzia come l’aumento nominale dei redditi sia stato sistematicamente eroso da un’inflazione crescente. In particolare, l’Indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) è passato da 116,2 nel 2021 a 135,3 nel 2024, generando un’inflazione cumulata del 16%. A fronte di ciò, l’incremento dei redditi nominali si è dimostrato insufficiente, portando a un impoverimento in termini reali.

I dati sulle famiglie confermano questa tendenza. Le famiglie con un lavoratore indipendente come principale percettore di reddito, nel 2023 hanno perso mediamente 5.200 euro all’anno rispetto al 2008 (circa 433 euro al mese). Quelle con un lavoratore dipendente hanno perso 3.500 euro (circa 295 euro mensili).

Eppure, non mancano segnali di resilienza: i professionisti hanno reagito meglio alla crisi pandemica rispetto alla recessione del 2008, anche grazie alle misure di sostegno attivate nel biennio 2020-2021. Per Confprofessioni, è la dimostrazione che politiche pubbliche tempestive e mirate possono fare la differenza.

Tuttavia, avverte Natali, «senza ascolto e partecipazione, ogni intervento rischia di essere inefficace. Serve un patto tra istituzioni e professioni per costruire una crescita equa e duratura».

Tra le priorità indicate dall’Osservatorio: rafforzare la contrattazione con i committenti forti, promuovere un welfare integrativo, sostenere la formazione continua e garantire una maggiore rappresentanza nelle sedi decisionali.

«L’Italia non può permettersi di perdere il contributo fondamentale delle professioni liberali. Serve una visione di lungo periodo che parta dal riconoscimento del loro ruolo economico e sociale», conclude Natali.

https://osservatoriolibereprofessioni.eu/altre-pubblicazioni/liberi-professionisti-e-potere-dacquisto-redditi-reali-ancora-sotto-il-2008/

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