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Roger Waters chiude con il Regno Unito: “Arresta i pro-pal, non ci torno”

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ROMA – “Indovinate cosa ha fatto la Metropolitan Police di Londra?”. Si è aperto così l’intervento di Roger Waters ad un evento pubblico dei giorni scorsi in cui ha parlato di Medio Oriente. Da anni stabilitosi negli Stati Uniti, l’ex bassista dei Pink Floyd e musicista è al contempo un sostenitore della causa palestinese e ha fatto riferimento a quanto successo a Londra nelle ultime ore: “Indovinate cosa ha fatto la Metropolitan Police di Londra? Gli agenti hanno ricominciato ad arrestare persone per il loro sostegno a Palestine Action”, una rete britannica filo-palestinese, messa al bando da una legge sull’anti-terrorismo a luglio scorso. Sabato 11 aprile si è tenuta l’ennesima dimostrazione pubblica contro la decisione di vietare le attività della rete di attivisti. “Hanno arrestato 500 persone a Trafalgar Square- ha proseguito Waters- Cioè, davvero faccio fatica a crederci. Avevo deciso che sarei tornato in Inghilterra a un certo punto quest’estate” dopo tre anni di assenza.

Recentemente, Waters si è espresso pubblicamente contro contro la legge che ha definito Palestine Action “organizzazione terroristica” e in quell’occasione aveva già detto che non sarebbe tornato in Inghilterra “perché non voglio andare in prigione”. Ma poi c’era stato un cambio di rotta: “Pensavo che tutto fosse finito quando l’Alta Corte di Londra ha dichiarato illegale la reclusione di persone per aver sostenuto Palestine Action” ma “ora hanno cambiato idea di nuovo. Che sorpresa. Quindi, vedremo cosa succede”. Si è quindi detto “orgoglioso di ciascuna di quelle 500 persone che sono state arrestate” nell’ultima protesta a Londra. Sui social ha poi attaccato Yvette Cooper, attuale ministra degli Esteri, ma che ricopriva la carica di ministra degli Interni quando ha annunciato la misura contro Palestine Action, affermando: “Dovrebbe essere rinchiusa per averci mentito”. Toni duri anche contro il giudice Jeremy Johnson: “Dovrebbe essere radiato dall’albo”. Per il bassista dei Pink Floyd “sono entrambi lacchè dello Stato genocida di Israele”.

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